Cara mamma, caro papà,
quando arriva una diagnosi di disabilità o neurodivergenza per un figlio, il mondo di un genitore può sembrare improvvisamente capovolto. È un momento carico di emozioni contrastanti: confusione, paura, senso di colpa, ma anche un profondo desiderio di fare tutto il possibile per garantire al proprio figlio una vita serena e piena di opportunità. In questo articolo, vogliamo parlare direttamente a voi, genitori, che state vivendo questa esperienza. Vogliamo offrirvi una prospettiva che possa aiutarvi a vivere con più leggerezza e serenità questa situazione, sottolineando l’importanza del vostro nel percorso di crescita del vostro bambino.
La diagnosi: un momento di svolta
La diagnosi è spesso un punto di partenza, un momento in cui tutto sembra cambiare. È come trovarsi di fronte a un bivio: da un lato, la paura dell’ignoto; dall’altro, la possibilità di iniziare un percorso di comprensione e accettazione. È normale sentirsi sopraffatti, confusi, e persino in lutto per quella che potrebbe sembrare una perdita di normalità. Ma è importante ricordare che la diagnosi non definisce chi è vostro figlio, né il suo futuro. Definisce solo un punto di partenza da cui iniziare a costruire un percorso su misura per lui o per lei.
In questo momento, è fondamentale cercare il supporto giusto. Non esitate a cercare professionisti con cui vi sentite in sintonia, che comprendono le vostre preoccupazioni e che vi accompagnano con empatia e competenza e soprattutto con cui condividete la visione di vostro figlio e i vostri valori. La diagnosi non è una sentenza, ma un’opportunità per comprendere meglio le esigenze di vostro figlio e per iniziare a costruire un contesto che lo supporti al meglio.
Disabilità o disabilitazione? Un cambio di prospettiva
Uno dei concetti più importanti da comprendere è la differenza tra disabilità e disabilitazione. La disabilità è spesso vista come una caratteristica intrinseca della persona, ma in realtà, molto dipende dal contesto in cui quella persona vive. La disabilitazione è un termine che si riferisce a come l’ambiente circostante può creare barriere che limitano le potenzialità di una persona.
Pensate a una città senza ascensori o rampe per le sedie a rotelle: è il contesto che rende difficile muoversi, non necessariamente la condizione della persona. Allo stesso modo, un bambino con autismo o con una neurodivergenza potrebbe trovarsi in difficoltà non a causa della sua condizione, ma perché l’ambiente non è preparato ad accoglierlo e a supportarlo.
Questo cambio di prospettiva è fondamentale. Non è vostro figlio che deve adattarsi al mondo, ma è il mondo che deve imparare a includerlo. E voi, come genitori, avete un ruolo cruciale in questo processo. Siete voi che potete creare un ambiente accogliente, sicuro e stimolante, sia in casa che fuori.
Il ruolo del genitore: la quercia al centro della foresta
Immaginate una grande quercia in mezzo a una foresta. La quercia è forte, radicata, e offre riparo e sostegno a tutto ciò che le sta intorno. Voi, genitori, siete quella quercia. Il vostro benessere, la vostra serenità e la vostra forza sono fondamentali per il benessere di vostro figlio. Quando vi prendete cura di voi stessi, quando vi sentite sostenuti e compresi, siete in grado di offrire un supporto ancora più solido e amorevole.
Spesso, i genitori si concentrano così tanto sulle esigenze del figlio da dimenticare le proprie. Ma alla Quercia dei genitori consapevoli abbia un motto che è importante ricordare: il benessere del genitore è il benessere del figlio. Se voi siete sereni, se avete trovato un equilibrio interiore, questo si rifletterà positivamente su vostro figlio. Non abbiate paura di chiedere aiuto, di cercare momenti per voi stessi, di fare un percorso di crescita personale. Non è egoismo, è amore. Noi siamo qui per voi.
Il Potere dell’Inclusione: un progetto rivoluzionario
Nel nostro progetto, "Il Potere dell’Inclusione", aspiriamo a trasformare il concetto stesso di inclusione sociale, elevandolo a un atto rivoluzionario e vitale. La disabilità non è un ostacolo, ma una risorsa luminosa, capace di nutrire la crescita individuale e collettiva. Questo progetto non si limita a integrare, ma mira a disegnare un nuovo paradigma in cui l’inclusione diventa una conquista personale, un gesto di amore e libertà.
Includere non è un semplice dovere morale o un atto imposto dalla società. È un invito profondo a cambiare il nostro sguardo, a passare dalla razionalità fredda al calore del cuore. Solo attraverso questo cambio di paradigma possiamo accogliere l'autismo e la disabilità come opportunità di bellezza, armonia ed equilibrio, elementi naturali di una vita piena e autentica.
Includere, con il cuore, significa scegliere di accogliere profondamente la diversità, di abbracciare la disabilità di un figlio come fonte di energia, creatività e gioia. È imparare a danzare sotto la tempesta, a trovare ritmo e grazia nell’oscillare continuo della vita tra gioie e dolori. Gregory Bateson ci ricorda: "La vita è come stare su un filo, continuamente oscilla." Non è la stabilità a definire l’esistenza, ma il movimento, l’ondeggiare tra le difficoltà e le possibilità, tra il dolore e la rinascita.
Il dolore non è una punizione, ma un’occasione. È la ferita che diventa opportunità, il passaggio che ci trasforma e ci libera. Includere è accogliere questo dolore, trasvalutarlo con amore per scoprire in esso una forza nuova, capace di creare spazi di connessione e crescita.
I genitori sono il fulcro di questo viaggio trasformativo. Sono loro i primi a poter compiere, per amore del figlio, il gesto dell’inclusione, e quando riescono a guardare la disabilità non come un limite ma come un’opportunità evolutiva, trovano le energie per costruire opportunità straordinarie per i loro figli. Da qui, il cerchio si allarga: insegnanti, professionisti, terapeuti, assistenti sociali, politici e imprenditori possono unirsi a questa visione, aprendo la strada a una collettività autenticamente inclusiva.
"Il Potere dell’Inclusione" è un invito a riscoprire la vita come danza e a fare dell’amore il motore di una trasformazione radicale e condivisa. Una nuova società basata sui valori naturali dell’amore. Il genitore è la goccia: se lui trasforma, se tanti genitori trasformano, tante gocce formano un torrente, un fiume, un lago, un mare e infine un oceano.
Chi Siamo: La Quercia dei Genitori Consapevoli
Siamo Sabrina e Massimo, genitori di tre figli, uno dei quali, Gabriele, è autistico. La nostra esperienza personale ci ha spinto a ripensare completamente il significato della disabilità, trasformandola da limite a leva per il cambiamento. Attraverso l'associazione "La Quercia dei Genitori Consapevoli" (www.laquerciadeigenitori.it), vogliamo condividere questo percorso con altre famiglie, offrendo uno spazio in cui non sentirsi soli e per imparare a danzare sotto la tempesta della disabilità attraverso percorsi di consapevolezza e crescita.
La nostra Visione: Un mondo autenticamente inclusivo
Immaginiamo un mondo autenticamente inclusivo, dove ogni individuo è accolto nella sua unicità e guidato verso la piena realizzazione del proprio potenziale, dalla persona con disabilità o autistica al genitore che la accudisce. Un mondo in cui la disabilità, come ogni altra difficoltà, non è vista come un limite, ma come una risorsa capace di arricchire la collettività e di generare nuove possibilità.
La nostra ispirazione nasce dalla teoria della ghianda di James Hillman, che ci invita a riconoscere in ogni persona una vocazione unica e irripetibile: un daimon, una forma innata che attende di essere compresa e realizzata per condurre a felicità ed equilibrio. Come una ghianda racchiude in sé l’intera quercia, così ogni individuo porta dentro di sé un’immagine che, se nutrita e accolta, può diventare un dono per il mondo intero.
Per realizzare questa visione, promuoviamo un cambio radicale di prospettiva: vogliamo abbandonare la mentalità giudicante per abbracciare un "pensiero del cuore", capace di trasformare il modo in cui percepiamo le differenze. La consapevolezza diventa il nostro strumento principale: ci permette di riconoscere e scegliere pensieri che si fondano su principi di armonia, amore, bellezza e libertà.
Vogliamo costruire una società in cui ogni persona sia libera di esprimere il proprio valore e la propria missione, senza barriere, pregiudizi o limiti imposti. Una società che valorizzi l’emancipazione dell’individuo, riconoscendo in ogni diversità un’opportunità per generare bellezza, realizzazione e armonia collettiva.
La riabilitazione: un percorso su misura
Quando si parla di riabilitazione, è importante ricordare che non esiste un percorso uguale per tutti. Ogni bambino è unico, e ogni famiglia ha esigenze diverse. La scelta del professionista giusto, del terapista, del percorso educativo è fondamentale. Non abbiate paura di cercare più opzioni, di fare domande, di cambiare strada se necessario. La fiducia e la sintonia con chi vi accompagna in questo percorso sono essenziali.
Inoltre, ricordate che la riabilitazione non è solo per vostro figlio, ma anche per voi. Imparare a comprendere le sue esigenze, a comunicare con lui, a creare un ambiente che lo supporti è parte integrante del percorso. E questo vi renderà più forti, più consapevoli e più sereni.
Conclusione: il viaggio dell’amore
Vivere con un figlio con disabilità o neurodivergenza è un viaggio che richiede coraggio, amore e resilienza. Ma è anche un viaggio che può regalarvi momenti di profonda gioia e soddisfazione. Non siete soli in questo percorso. Ci sono professionisti, associazioni, comunità pronte a supportarvi. E soprattutto, c’è la vostra forza interiore, quella che vi permette di affrontare ogni giorno con amore e determinazione.
Ricordate: voi siete la quercia al centro della foresta. Il vostro benessere è il benessere di vostro figlio. Prendetevi cura di voi stessi, cercate il supporto giusto, e create un ambiente che sia inclusivo e accogliente. Il viaggio può essere impegnativo, ma è anche ricco di amore, crescita e possibilità. E voi, come genitori, avete il potere di fare la differenza.
Se vuoi raccontarmi di te, fissa ora il tuo momento, nel quale potrai raccontarmi come vivi il tuo ruolo di genitore, ti ascolterò in assoluta assenza di giudizio e se posso ti aiuterò a vederlo da un'altra prospettiva.
Con affetto e comprensione,
Sabrina
La Quercia dei Genitori Consapevoli